Gnu

Connochaetes taurinus

Nome comune

Gnu blu / Gnu comune

Habitat

Savane aperte, pianure di erba bassa, aree con alberi di acacia; evitare foreste dense e deserti estremi
Caratteristiche

Familia

Bovidi

Ordine

artiodactyla

Classe

Mammalia

Gestazione

7-9 mesi

Numero di figli

Di solito uno; occasionalmente due

Programma reproduzione

Presente nei parchi, nelle riserve private e negli zoo; reintroduzioni in Namibia

Dieta

Principalmente gramivori, si nutrono di erbe a crescita rapida, selezionando quelle di media lunghezza dopo il pascolo delle zebre; nella stagione secca, consumano foglie e germogli. Bevono ogni 1-2 giorni, anche se possono consumare piante umide come i tuberi durante i periodi di siccità.

Vida

In natura: circa 20 anni In cattività: fino a 24 anni

Biologia e comportamento

Lo gnu blu, noto anche come gnu comune, è un'antilope robusta e distintiva con un corpo muscoloso, una barba pendente, una criniera eretta e un mantello grigiastro con bande scure sul collo e sui fianchi. Entrambi i sessi hanno corna ricurve e simmetriche, sebbene i maschi le abbiano più spesse. È una specie perfettamente adattata alla vita nella savana: la sua corporatura gli permette di correre per lunghe distanze e di fuggire dai predatori in gruppo. Il suo apparato digerente è ottimizzato per una dieta basata principalmente su erbe a crescita rapida, il che spiega la sua associazione ecologica con le zebre, che aprono la strada a germogli freschi. I suoi zoccoli sono ben adattati a terreni duri e sciolti. Ha una vista e un udito eccellenti, che gli permettono di rilevare le minacce da lontano. La sua resistenza fisica e l'efficiente apparato digerente sono fondamentali per sopravvivere in ambienti con stagioni secche pronunciate e vegetazione rada.

Lo gnu striato è una delle specie più sociali e mobili dell'Africa subsahariana. Può essere trovato in branchi di centinaia o migliaia di individui, soprattutto durante la grande migrazione Serengeti-Mara, considerata la più grande migrazione terrestre del pianeta. La sua organizzazione sociale varia a seconda della stagione: durante la stagione riproduttiva, i maschi dominanti stabiliscono territori e raccolgono harem di femmine; gli altri formano gruppi di maschi scapoli. Il loro comportamento gregario è fondamentale per la loro difesa: mantengono una vigilanza collettiva e rispondono rapidamente a qualsiasi segnale di pericolo. Comunicano attraverso vocalizzazioni rauche e segnali visivi. Sono attivi durante le prime e le ultime ore del giorno. Il coordinamento tra gli individui durante gli spostamenti di massa consente loro di superare ostacoli, attraversare fiumi ed evitare i predatori. In periodi di abbondanza, tendono a formare gruppi misti con zebre, gazzelle e struzzi, con i quali condividono habitat e rotte migratorie.

Lo gnu striato è classificato come "a rischio minimo" dalla IUCN a causa della sua ampia distribuzione e delle grandi popolazioni che ancora conserva nelle riserve protette. Si stima che vi siano tra 1 e 1,5 milioni di individui, sebbene le popolazioni al di fuori delle aree protette siano influenzate dalle attività umane. Le principali minacce includono la frammentazione dell'habitat causata da recinzioni e strade, il bracconaggio, la competizione con il bestiame domestico e le malattie trasmesse dal bestiame. Le migrazioni tradizionali sono sempre più interrotte da barriere fisiche, che ne mettono a repentaglio il comportamento ecologico naturale. Non è elencato nelle appendici CITES, ma molti paesi hanno stabilito regolamenti di caccia e piani di gestione. Programmi di conservazione efficaci esistono in parchi come il Serengeti (Tanzania) e il Parco Nazionale Etosha (Namibia), dove i loro spostamenti sono monitorati e vengono mantenuti corridoi migratori funzionali.

Un po 'di
curiosità

Lo gnu striato partecipa alla grande migrazione del Serengeti, percorrendo ogni anno più di 1.000 km alla ricerca di pascoli e acqua, insieme a zebre e gazzelle.

Il suo nome scientifico, Connochaetes taurinus, deriva dal greco e dal latino e significa "bestia con la criniera di un toro".

Nonostante sembrino goffi, gli gnu possono correre a velocità fino a 80 km/h, eguagliando i loro predatori più veloci.

I vitelli sono in grado di camminare e seguire il gruppo entro pochi minuti dalla nascita, il che è fondamentale per la sopravvivenza in ambienti aperti.

Sono noti per il loro muggito forte e rauco, udibile a oltre 2 chilometri di distanza.

Durante le migrazioni, attraversano fiumi infestati dai coccodrilli e migliaia di esemplari rischiano di annegare o di essere mangiati durante queste traversate.

Alcune popolazioni presentano migrazioni locali meno spettacolari, adattandosi ad ecosistemi più ristretti.

Hanno un olfatto molto sviluppato e sono in grado di percepire tempeste a diversi chilometri di distanza, il che guida i loro movimenti.

È stato documentato che gruppi misti di gnu e zebre si organizzano gerarchicamente per proteggersi e reperire il cibo in modo più efficiente.

La sua lunga barba scura, insieme alla folta chioma, gli conferisce un aspetto imponente, nonostante la sua natura generalmente pacifica.

Vengono spesso cacciati da grandi predatori come leoni, iene e coccodrilli e il loro comportamento di gruppo è la loro principale difesa.

In cattività necessitano di ampi spazi e di grandi gruppi sociali per mantenere il loro comportamento naturale e il loro benessere psicologico.

Gli gnu possono sopravvivere diversi giorni senza acqua se la vegetazione contiene abbastanza umidità.

In alcune culture africane, la loro migrazione segna l'inizio delle stagioni e il loro avvistamento è simbolo di fertilità e rinnovamento.

La sua carne è commestibile e utilizzata localmente, anche se non è ampiamente commercializzata a livello internazionale.

Sono stati documentati ibridi in cattività tra lo gnu striato e lo gnu nero (C. gnou), sebbene siano sterili.

Sono tra le poche antilopi in grado di adattarsi sia alle savane umide che alle zone aride della macchia.

Il suo scheletro robusto e la colonna cervicale rinforzata sono progettati per resistere agli urti e agli attacchi durante i combattimenti tra maschi.

In situazioni di estremo pericolo, gli gnu possono circondare i propri piccoli in formazione difensiva.

Le immagini della loro migrazione di massa sono tra le icone più note della fauna selvatica africana e sono apparse in innumerevoli documentari.